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Workers Buyout: quando il fallimento si trasforma in successo

Rigenerazione. E’ questa la parola chiave che definisce il fenomeno del Workers Buyout e che consente di comprendere la sua importanza in un momento storico come quello attuale. Partiamo dal 1985 quando in Italia con la Legge Marcora (Legge 49/1985) viene definita per la prima volta la base della disciplina di riferimento che poi negli anni verrà più volte modificata e integrata ma che ad ogni modo segna il primo vero passo verso una definizione del fenomeno con l’istituzione del Fondo di rotazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione denominato Foncooper. Per workers buyout si intende l’acquisto di una società, in dissesto finanziario e ormai destinata al fallimento, da parte dei suoi stessi lavoratori che cosi da dipendenti divengono proprietari e soci di una cooperativa sorta dalle ceneri della società precedente. Dall’entrata in vigore la Legge 49 ha prodotto, grazie al Fondo, investimenti in aziende per circa 223 milioni di euro: e di questi il 40% ha sostenuto proprio interventi di rigenerazione di imprese tramite WBO per un totale di 221 cooperative consentendo una sopravvivenza delle imprese pari a ben l’80,4%; ma il beneficio più importante si ricava dai dati relativi al mantenimento dei posti di lavoro, sono infatti ben 18.000 i posti di lavoro tutelati. Numerosi sono in tutt’Italia i casi di buyout dal 1985 ad oggi ed alcuni di questi si sono verificati proprio in Campania (sebbene la trattazione del fenomeno in ambito regionale dall’entrata in vigore della legge Marcora non sia ancora unitaria) e ciò ha consentito in più occasioni di rilanciare il tessuto economico della regione. Possiamo ad esempio richiamare i casi più noti (entrambi relativi al settore manifatturiero) che sono quelli delle società Italcables, dove l’iniziativa di WBO è stata assunta da 50 degli allora 67 dipendenti e che attualmente grazie al loro coraggio vanta un patrimonio di 12.400.000 Euro e un fatturato di 2.000.000 Euro; più recente è invece la vicenda di ScreenSud una piccola impresa con soli 12 operai, tutti soci della cooperativa che hanno utilizzato per l’operazione sia l’anticipo di mobilità che il TFR e che allo stato attuale conta un patrimonio di 500.000 Euro e un fatturato di 1.000.000 di Euro. Questi piccoli esempi evidenziano un fattore comune: è la forza lavoro che regge l’imprenditoria non solo materialmente ma anche idealmente e dal coraggio di queste vicende bisogna ripartire in situazioni di crisi come quella attuale così da evitare il disperdersi di competenze e mantenere vivo il tessuto occupazionale della Regione. Tale necessità è ormai evidente anche alle istituzioni e in Campania segno di ciò è l’istituzione del fondo Workers Buyout che dal dicembre 2018 seleziona i progetti più meritevoli  ed elargisce prestiti agevolati a favore di programmi di investimento sul territorio della regione in misura non superiore a 300.000 Euro e la cui operazione si colloca tra gli interventi aventi l’obiettivo di favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi. Soggetto gestore del fondo, in seguito allo svolgimento di un’apposita procedura di evidenza pubblica, è Confeserfidi Società Consortile al quale viene attribuito il compito di individuare le modalità e le procedure di presentazione delle domande di finanziamento per l’accesso ai benefici. Possono beneficiare delle agevolazioni: le imprese (costituite da non oltre dodici mesi in forma di società cooperativa la cui compagine societaria è composta per oltre i 2/3 dei soci e di quote di partecipazione da disoccupati, lavoratori dipendenti e lavoratori in cassa integrazione, lavoratori dipendenti operanti in aziende o rami di aziende sottoposti per i quali si prevede la riduzione del personale) e persone fisiche nella qualità di futuri soci di impresa. I settori di riferimento sono invece l’agricoltura, l’artigianato, la fornitura di servizi alle imprese e alle persone, le imprese operanti nel terzo settore e nella promozione artistico culturale del territorio. Per le modalità di partecipazione e i relativi bandi si rimanda al sito della Regione Campania (http://www.fse.regione.campania.it/opportunita/workers-buyout-wbo/).