Esposizione FUTURI | In mostra le idee

Futuri in mostra” è un’esposizione ideata dalla Fondazione Saccone e ospitata presso la Fondazione EBRIS di Salerno composta da 31 opere visive, ispirate ai contenuti del Sesto Quaderno Scientifico e realizzate, in alcuni casi, con il supporto dell’intelligenza artificiale. 

Tele e immagini che traducono in linguaggio artistico le visioni degli autori, autorevoli professionisti, imprenditori e manager italiani, offrendo al pubblico un percorso tra immaginazione, innovazione e conoscenza.

Con “FUTURI – In mostra le idee” la Fondazione Saccone racconta la contemporaneità, esplorando i futuri possibili come traiettorie aperte, nate dalle scelte di oggi. L’esposizione è stata realizzata grazie al prezioso contributo di Industria Grafica FG e Privilege Group.

Comunicazione a cura di Gruppo Stratego Società Benefit.

Di seguito le opere e le didascalie. Buon viaggio nei nostri Futuri!

Immagine
Titolo
Autore
Descrizione
di Biagio Crescenzo
Che significato ha il nostro essere umani in un’epoca storica caratterizzata da una sempre più pervasiva presenza delle macchine? È questo l’interrogativo che ha ispirato la creazione di questa installazione, dal titolo “Uomo Meccanico”. Un titolo che non è solo un interrogativo, ma anche uno specchio e una provocazione, perché si propone di indurre una riflessione sul rapporto tra identità e automazione, organicità e ingegnerizzazione, emozione e algoritmo, autonomia e programmazione. Ph. Cerzosimo
di Maria Beatrice Russo
Tra fisico e digitale, partecipazione immersiva e attiva, robot, intelligenza artificiale si delineano le traiettorie dei futuri del performativo. La medusa, omaggio al progetto Residenze Digitali, rimanda alla modificazione del corpo del performer, ai wearable computer. Le esperienze nate in seno alle Residenze Digitali contengono in sé i semi del teatro che sarà e per tale motivo sono centrali in questa opera visiva.
di Giovanna Landi
Ogni epoca ristruttura la relazione tra corpo, arte e tecnologia, ridefinendo i concetti di opera, processo creativo ed esperienza artistica. Tale relazione è radicata nelle origini stesse del gesto artistico. A = Art; S = Sense; F = Future (A → S) ∧ (S → F) ⟹ (A → F) Art is Future.
di Martina Masullo
Schermo dal passato, sguardo sul futuro. Le nuove esperienze di (tele)visione passano per gli occhi di chi sta imparando a guardare i suoi futuri.
di Noemi Taccarelli
L’immaginazione è la prima tecnologia dell’essere umano. Prima della scrittura e delle macchine, prima del calcolo e dell’elettricità, c’è stata la capacità di creare mondi con la mente.
di Domenico Soriano
Immagine elaborata tramite AI che segue un pensiero intrinseco del contesto che stiamo vivendo ovvero il prototipo dell’”uomo digitale". Il tessitore digitale, che, nella nuova rivoluzione industriale, trama le informazioni per costruire il telaio semantico della nostra vita.
di Camilla Masullo
Tra vinili, cassette e schermi, la musica modella l’identità: un flusso di ascolti, remix e partecipazione condivisa. Il vinile diventa testa ed eco nostalgico, mentre l’universo sonoro si apre come uno spazio in evoluzione, rapido e costantemente in trasformazione.
di Giovanna Amendola
Nel quadro di Futuri, scuola e tecnologia si incontrano: capire gli algoritmi per abitare il digitale con responsabilità.
di Chiara Frallicciardi
I futuri del lusso italiano sono infiniti e plurali: possono svilupparsi attraverso reinterpretazioni della tradizione, nuove forme di life-style e inclusività, esperienze immersive che integrano reale e digitale, sempre come manifestazioni di una resistenza creativa.
di Antonio Vitolo
La figura al centro non corre né subisce il cambiamento: sceglie di guardarlo, di attraversarlo con consapevolezza. È una rappresentazione del marketing strategico come atto culturale prima che tecnico: uno spazio in cui algoritmi e intuizione, strumenti e pensiero critico, efficienza e senso trovano un nuovo allineamento. Perché il futuro non è ciò che la tecnologia rende possibile, ma ciò che l’uomo decide di immaginare e di guidare.
di Alfonso Amendola
Il Brain rot non è l'ultimo stadio del disincanto digitale, ma il segnalatore di una soglia futurale: un regime in cui attenzione programmabile, affetti come risorsa e ibridazione come prassi riorganizzano l'immaginazione collettiva
di Camilla Masullo
Parlare di futuri significa scegliere, ogni giorno, quale tipo di mondo vogliamo contribuire a costruire. Per chi opera nel digitale, questa è una responsabilità epistemica e un privilegio etico: scrivere, con il linguaggio del software, le condizioni di possibilità del futuro.
di Ilaria Cuomo
L'intelligenza artificiale non è il punto d'arrivo, ma un linguaggio. Un laboratorio aperto in cui imprese, istituzioni e comunità possono dialogare per trasformare il cambiamento in progresso condiviso. Il futuro, anzi i futuri, dipendono dalle scelte di oggi, da quanto sapremo usarli per capire meglio chi siamo e dove vogliamo andare, e non solo per produrre di più.
di Edoardo Gisolfi
Nel progettare il futuro, non possiamo delegare alla macchina ciò che è irriducibilmente umano: la capacità di discernere, di immaginare, di assumersi responsabilità. Un'IA etica non è un'utopia, ma una necessità storica, se vogliamo che il progresso tecnologico sia anche un progresso civile che ci conduca, tra i tanti possibili "futuri", ad un futuro inclusivo e sostenibile.
di Alessio Fasano
La Persistenza della Memoria di Salvador Dalí mostra come l’arte possa custodire segnali del futuro prima che diventino evidenti.  L’opera non parla solo del tempo che scorre, ma del futuro che prende forma in modo impercettibile, molto prima di essere riconosciuto dalla medicina.
di Gabriele Bojano
Un viaggio simbolico nel tempo che non prevede il domani, ma lo moltiplica. Un omaggio visivo all’immaginario di Ritorno al futuro: non un viaggio per predire ciò che accadrà, ma una corsa consapevole tra scenari possibili. Perché il futuro non si aspetta, si costruisce, al plurale, a partire dalle scelte del presente.
di Fatiha Chakir
Volti diversi, culture diverse, identità diverse che si fondono in un’unica grande opera astratta. Verso un mondo dove ogni essere umano possa dire: "Qui, io esisto. Qui, io sono amato. Qui, io sono libero".
di Giulio Corrivetti
La Creazione di Adamo è l’immagine di un futuro che nasce da una tensione, non da un contatto compiuto. Le dita che non si toccano raccontano che la vita, l’energia e il sapere non sono mai dati una volta per tutte: vanno raccolti, interpretati, proiettati in avanti.
di Francesca Cocco
Nausicaä della Valle del vento (風の谷のナウシカ?, Kaze no tani no Naushika) è un manga scritto e illustrato da Hayao Miyazaki, poi portato sul grande schermo dal Maestro nel 1984 in Giappone. Nausicaä, principessa di un piccolo regno in un mondo postapocalittico, si fa promotrice di una convivenza pacifica tra l'umanità e la natura, unica strada per salvare il mondo e ritrovare la felicità.
di Antonluca Cuoco
Il ponte rappresenta il futuro come processo, non come destino scritto: qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno, senza la certezza assoluta di come sarà una volta completato. Il fiume in piena simboleggia la complessità e l’imprevedibilità del contesto globale: economia, geopolitica, tecnologia, crisi demografiche. Non è fermo, cambia continuamente, e rende la costruzione più difficile.
di Giorgio Scala
Ogni scelta del presente traccia il percorso dei futuri possibili. Insieme, costruiamo mondi più giusti, sostenibili e pieni di senso. FUTURI è, in definitiva, un patto tra generazioni. Un impegno a non tradire le possibilità che abbiamo di costruire un mondo migliore, più equo, più consapevole.
di Giovanni Caturano
Una candela, una luce, una soglia. Il futuro si dischiude quando cambia l’unità di misura del possibile.
di Alfonso Annunziata
Il futuro non è una previsione esterna, ma una costruzione interna: fragile, incompleta, carica di responsabilità. Ogni scelta inizia da ciò che decidiamo di vedere.
di Gaetano Lamberti
Il futuro non è un'immagine statica, ma una complessa rete di traiettorie che avanzano a velocità diverse, rendendo il viaggio non solo affascinante, ma anche costantemente sorprendente.
di Angela Peduto
Moderna rivisitazione de La Scuola di Atene di Raffaello Sanzio, concepita per illustrare la transizione dalla stagione del PNRR verso i futuri dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione. Seguendo le indicazioni del prompt creativo, l'immagine fonde l'architettura classica rinascimentale con flussi olografici e reti neurali luminose, mantenendo l'impianto compositivo originale per celebrare la centralità del pensiero umano e del governo pubblico dell'innovazione.
di Tommaso D'Onofrio
Quando Einstein affermava che "non esiste la più piccola indicazione che l'energia nucleare sarà mai ottenibile", non stava commettendo un errore di valutazione in senso assoluto: stava semplicemente proiettando la sua conoscenza in un sistema chiuso di possibilità. Il punto è che l'immaginazione, se non è allenata alla discontinuità, rimane prigioniera delle proprie categorie.
di Filomena Tucci
“AI E REALTÀ VIRTUALE: IL FUTURO DEL DISCERNIMENTO TRA REALTÀ E IMMAGINAZIONE” L'intelligenza artificiale ci aiuterà a creare mondi infiniti, ma solo la coscienza umana potrà scegliere in quale abitare.La vera frontiera non è tecnologica ma cognitiva: sarà nella mente umana, nel suo equilibrio tra creatività e lucidità, tra empatia e controllo, che si giocherà la sfida del XXI secolo.
di Giuseppe D'Amico
Il futuro della coesione territoriale dipende dalla capacità di tradurre le risorse disponibili in interventi concreti e misurabili. In un presente difficile per tutti è il futuro che dovrà guidarci ma è il passato che dovrà ispirarci. È opportuno, quindi, che i due momenti possano camminare insieme.
di Giuseppe Alviggi
Chi guida i processi di marketing e comunicazione di un’impresa è un numero 10: il suggeritore del passaggio decisivo, colui che ha la visione del campo e del gioco, un esempio per i giovani talenti, capace di intuire in anticipo dove indirizzare il pallone. Roberto Baggio ne ha incarnato il prototipo nel mondo del calcio.